LA MAGLIETTA DI OBAMA E LA CAGNARA ITALIANA

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I politici italiani non sanno comunicare. Sopratutto a sinistra. Dagli USA sono venute lezioni da manuale. Niente cagnara, odiosità faziose o appelli identitari cui non credono nemmeno gli strilloni che somigliano sempre più ai volantinatori di free-press agli incroci. Così di elezione in elezione misuriamo il lento inesorabile abbandono dell’esercizio del voto. I risultati del non comunicare sono sotto gli occhi di tutti. Ho fatto un’esperienza negli ultimi 3 anni presso la Regione Emilia-Romagna come consulente per la ristrutturazione dei Centri stampa (all’inizio del processo c’erano ben tre stamperie). Risultato: ora c’è in via A.Moro il più bel centro stampa d’Italia, il più grande ed efficiente. Il risparmio misurato supera i 500.000 euro annui. Bellissimo, ma nessuno lo sa. Neanche uno straccio d’inaugurazione, un serviziucolo TV. Dagli USA intanto arriva un’altra lezione di marketing applicato alla politica. Ai sostenitori di Obama in tutto il mondo sta arrivando una mail che dice circa così: …Vogliamo cambiare ma non possiamo farlo da soli e non possiamo farlo in un sol giorno. Ma grazie a supporter come voi il cambiamento sta avvenendo.. Lo staff di Barack Obama ha un ufficio marketing ancora in piena azione. David Plouffe che ne è responsabile informa ogni giorno chi figura nella mailing-list, e sforna le idee dello staff: la tazza, la maglietta, ed ora il calendario. Rigorosamente in edizioni limitate. 30 dollari a gadget e i costi della campagna elettorale più costosa della storia democratica pian piano saranno pagati.

Un’organizzazione capillare della comunicazione capace di portare la popolazione a sposare di nuovo l’ideale democratico, ad entusiasmarsi ancora per quello che ormai sembrava un mito crollato drammaticamente, quello dell’”American dream” stanno dietro alla vittoria di Barack Obama. La macchina organizzativa non si è fermata e all’indomani dell’elezione è partita un’altra campagna per mantenere lo staff e le iniziative a venire.
Sul web si trova il questionario per entrare tra i collaboratori del partito: sono 63 le domande alle quali rispondere e la 63^ dice: “Sei a conoscenza di elementi della tua vita che possano imbarazzare il Presidente?”.
Sempre sul web ci sono i primi discorsi del Presidente che ha scelto YouTube per questo. Ed ancora: sul web si trova il suo sito con le iniziative di finanziamento della poderosa macchina organizzativa ancora in movimento. I marketing managers dei politici italiani perchè non cambiano mestiere?

LA STORIA DEL BRUCO PELOSO

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Che aria tira in giro? pesante. L’emozione che viene continuamente, pervicacemente gonfiata da tutti massmedia è quella della paura. Ne ho già scritto: fanno schifo. Finalmente però è uscita una riflessione in controtendenza: la relazione del Censis sullo stato dell’Italia è meno pessimista di Repubblica! Ci vuol poco. Mi viene in mente la storia del brutto bruco peloso che tutti conosciamo: dopo il tempo stabilito dalla natutra subisce una METAMORFOSI e si trasforma in variopinta farfalla. Non è un caso che il Censis parli proprio di seconda metamorfosi già in atto. (La prima fu quella dal ‘45 al ‘75). I reagenti chimici del cambiamento sono ben evidenti: consumi più funzionali senza rinunce a qualche sfizio, adozione di stili di vita più frugali, più lavoro e più intelligenza, maggior fastidio e condanna per le furbizie dell’italietta (Nero, bilance truccate, etichette false, ecc.). Il rapporto stimola le classi dirigenti, dalla politica all’impresa alla finanza, a smetterla di predicar sfiga permettendo alle dinamiche economiche e sociali di accelerare la metmorfosi lasciando crescere quel mercato aperto che ci porterà oltre la crisi. Noi di Scantype stiamo lavorando per molti giovani imprenditori che sono vulcani di idee e stanno inventando nuove opportunità di ricchezza: quei babbioni strapagati che predicano sventure dagli oblò delle televisioni non potranno fermare la storia.

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